La dichiarazione di successione è un documento di natura fiscale che segue il momento della morte di un certo soggetto e disciplina il momento dell’apertura della successione a favore dei chiamati all’eredità.
Tale dichiarazione è quindi a loro carico e la funzione principale è quella di fornire informazioni all’Agenzia delle entrate sull’ammontare e sulla composizione del patrimonio ereditario in modo da poter calcolare le imposte che devono essere pagate.
Molte volte è difficile capire come debba avvenire la sua esatta compilazione, ed è per questo che il notaio viene in aiuto.
I soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione sono individuati dall’Agenzia delle entrate e sono i seguenti:
- i chiamati all'eredità (per legge o per testamento, anche se non hanno ancora accettato l'eredità, purché non vi abbiano espressamente rinunciato) e i legatari, anche nel caso di apertura della successione per dichiarazione di morte presunta, o i rappresentanti legali;
- chi è immesso nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta;
- gli amministratori dell'eredità;
- i curatori delle eredità giacenti;
- gli esecutori testamentari;
- il trustee.
Il ruolo del Notaio è quanto mai significativo nel momento dell’apertura della successione, soprattutto per il compimento di tutte le pratiche preliminari in cui si richiede una collaborazione di tutti gli eredi partecipanti.
In particolare, il Notaio si occuperà di coadiuvare le parti nella compilazione della dichiarazione di successione, compiendo tutti gli accertamenti necessari.
Provvede, inoltre:
- a redigere il prospetto di autoliquidazione delle imposte, il modello di pagamento di tasse, imposte, sanzioni ed altre entrate, nonché la relativa autocertificazione;
- a registrare la dichiarazione presso l’Agenzia delle Entrate competente, successivamente predisponendo e presentando la voltura catastale presso il Catasto territorialmente competente in base a dove sono situati gli immobili ereditati.
Cosa succede se manca la dichiarazione di successione?
L'omessa o tardiva presentazione della dichiarazione di successione comporta sanzioni amministrative proporzionali all'imposta dovuta (o forfettarie se l'imposta non è dovuta), oltre all'applicazione degli interessi di mora. Il quadro sanzionatorio tributario è stato riformato nel 2024 dal D.Lgs. 87/2024, che ha aggiornato le percentuali, i meccanismi del ravvedimento operoso e le relative soglie.
È sempre possibile regolarizzare la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso prima dell'accertamento d'ufficio, beneficiando di una riduzione delle sanzioni proporzionata al tempo trascorso e alla situazione. Per conoscere gli importi concretamente applicabili al caso specifico, si rinvia alle informazioni dell'Agenzia delle Entrate o alla consulenza diretta dello Studio.
Cosa succede dopo la presentazione della dichiarazione?
Una volta presentata la dichiarazione, l’Agenzia delle entrate notifica agli eredi la liquidazione dell’imposta di successione, da pagare entro i 60 giorni successivi alla richiesta (e devono farlo tutti gli eredi solidalmente: significa che il Fisco può agire per ottenere l’intero importo anche nei confronti di un erede soltanto che, poi, potrà rivalersi sugli altri in proporzione alle loro quote di eredità). Ovviamente l’importo dovuto a titolo di imposta dipende dal grado di parentela degli eredi rispetto al defunto, e si dovranno applicare, quindi, certe aliquote e franchigie.